Gli studenti che scrutano il cielo - LICEO SCIENTIFICO "TITO LUCREZIO CARO"

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Gli studenti che scrutano il cielo

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foto repubblica


FISSANO le stelle, un debole per l' astronomia, coltivano un animo europeista, l' identità orientata a Bruxelles, scrutano il paesaggio che regge Posillipo per valorizzarne il patrimonio, architettura e ambiente verso gli scenari circostanti, la Gaiola, i "fazzoletti" flegrei, il Rione Terra. Un liceo scientifico in progress, un futuro da conquistare tra pile di progetti, laboratori linguistici, sforzi formativi. E il desiderio di rimodernarsi, di puntare sull' innovazione per smuovere quel sottile velo di apatia, l' offuscamento dei trascorsi recenti. «Via le vecchie logiche», la frase risuona nei corridoi, e addio sezioni d' elite, quasi feudi costruiti a tavolino, tappe sicure per un pugno di allievi dai cognomi prestigiosi. Il "Tito Lucrezio Caro" recupera certezze, rimescola le carte del presente, si libera dai legacci della burocrazia, spunti suggeriti dagli impulsi della dirigente Liana Nunziata, tre anni in presidenza a scuotere routine e consuetudini. Scommesse correnti, un istituto da vivere fino al tramonto, weekend ad indagare i segreti del cielo, l' acquisto di telescopi, un planetario gonfiabile accolto nell' androne per giorni, i ragazzi stesi a guardare la volta celeste; avventure riassunte in sigle, come il "Mep", simulazioni delle attività del parlamento europeo: riunioni di commissione, risoluzioni da formulare su tematiche decisive, ecologia, economia, medicinali contraffatti, problematiche alimentari. Un' esperienza che conduce gli studenti a rappresentare l' Italia in sessioni internazionali, delegati "in erba" che superano selezioni affollate, come Eugenio C. all' Aia per discutere di «nucleare, energie sostenibili, pannelli solari» e Sara F. volata a Bonn in Germania «ad elaborare proposte per combattere le dipendenze, il ricorso al fumo, all' alcool». L' ex "Settimo" è in divenire, in fertile movimento, forse in continuità con le traiettorie dinamiche, eterogenee dei primi tempi. Un passato pieno di contrasti e contraddizioni, panorami suggestivi e strutture fatiscenti, le menti infiammate dal fuoco della politica, durante gli anni "caldi", e le spalle coperte da condizioni finanziarie privilegiate. Lo spirito iniziale del liceo degli adolescenti posillipini, nato nel 1965 come appendice distaccata del "Mercalli", che invase il tratto di strada conosciuto all' epoca come la "cittadella americana". Sedi diverse e una costante cruciale: gli squarci scoscesi di via Manzoni. Appena di fronte alla palazzina odierna, ex scuola statunitense da poco totalmente rinnovata e approdo definitivo dal 1984, trovava spazio la "centrale" di allora, un condominio cadente, un ospedale americano dismesso, dove i ricordi degli studenti si intrecciano: «Un viavai di lambrette e motorini - racconta Amedeo Capezzuto, diplomato nel 1982e ideatore su Facebook del gruppo dei "settimini delle origini" - le lezioni nel sottoscala, un ex obitorio adibito a classe, e il telefono a gettoni in una portineria nei paraggi, che usavamo per scherzare e annunciare falsi attacchibomba». E la "succursale", «sul marciapiede opposto al "Fatebenefratelli", ospitava i bienni, le assemblee accese nella palestra sotterranea. Le bocciature non si contavano, l' arrivo in "centrale" era per una manciata di "sopravvissuti", si partiva con trenta compagni per raggiungere la maturità in dieci». Le feste al vicino "Papillon" e sui prati dei giardinetti accanto, «scoppiavano gli amori, e i filoni avevano una sola destinazione, soprattutto per i ragazzi, un campetto di bocce, su una curva di via Stazio che utilizzavamo per giocare a calcio». I viaggi di istruzione, «paradossalmente sempre a Venezia», e le figure caratteristiche, il bidello Montanino che smerciava fogli per i compiti e merendine, i professori: «Il vice-preside Caldani, docente di Italiano, recitava la Divina Commedia a memoria, Ezio Bobbio, "incubo" per la Matematica e la Fisica, severissimo». Una sfilata di volti entrati nella storia, citati con tenero affetto o con rancore e diffidenza, ieri ed oggi, Genovese, insegnante di Disegno, Luciano Bordo e Fernando Basile, Italiano e Latino, Mirella Cimmino e Luigi D' Amico, Scienze, Pascucci, Matematica e Fisica. Adesso,a traghettare la platea di alunni oltre le aspettative del secondo millennio, «la voglia di fare, di abbattere veti e barriere sociali, di programmare sul lungo termine - precisa Liana Nunziata - per scrollarci di dosso il torpore che, spesso, condanna le giovani generazioni all' indolenza. Con un riferimento cardine: l' Europa e le sue sfide».   - ADELE BRUNETTI

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